L'uva

Un buon prodotto della terra è la sintesi di tante componenti che l’Azienda individua, sceglie e rispetta.

Raccontarlo è complesso ma se penso che essa è il ringraziamento che la vite mi riserva per tante cure che le dedico, allora tutto è più semplice.

La vite si esprime tramite la chioma ed i frutti.

Quando è felice dà sempre il massimo di sé stessa, anche se talvolta in condizioni diverse e avverse. L’armonia che essa percepisce deriva anche dal nostro territorio in cui abbiamo voluto mantenere la biodiversità che le consente di vivere in un ambiente incontaminato.

Ecco che i 4 tipi diversi di terreno colorano le foglie con varie sfumature; ecco che le sostanze ivi contenute stimolano o limitano la crescita della chioma determinando forma e colore dei bellissimi grappoli; ecco che l’orientamento e l’altezza variabile dei filari stimola le viti a riempire le bacche con essenze diverse creando una varietà infinita di profumi; ecco che le tecniche colturali sono finalizzate all’aiuto e alla preservazione di tutte le specie con uso di prodotti blandi e rispettosi.

Il "figo longhet", di Tarzo

Il “figo longhet” di Tarzo avrà presto il riconoscimento di denominazione di origine protetta. Una vera prelibatezza. Si tratta di un prodotto che fa parte della nostra storia e delle nostre tradizioni. Da tempo immemorabile a Tarzo, lungo i pendii meno adatti alla semina, è diffusa la coltivazione del “Figo Moro”, chiamato appunto “Longhet”. Gli arbusti, non richiedono particolare cura e crescono nelle zone più impervie, dove risulterebbe difficile la coltivazione di altri alberi da frutto. Le radici, inoltre, vanno a rendere più solido un terreno altrimenti facilmente franabile. Peculiarità dei piccoli frutti di questi alberi sono la forma allungata, la buccia di colore marrone-violaceo e la polpa particolarmente tenera e profumata, più dolce e di miglior qualità rispetto alle altre specie. E’ un frutto “completo”, ricco di zucchero, energetico, mineralizzato (contiene ferro, fosforo e calcio) e vitaminico (A, B1, B2, PP e C). Il “longhet de Tarz” può essere consumato sia fresco che essiccato. Molteplici, inoltre, sono gli impieghi in cucina: nei dolci, nelle marmellate, in un agrodolce abbinamento con affettati e formaggi, oppure nella grappa.

Il Castagno Marrone di Combai DOP

Presente in azienda una discreta comunità di Fratelli Castagni, piante imponenti e da me molto amate in quanto esprimono forza, energia, protezione, longevità, rispetto, bellezza e valori.

Il loro frutto è meraviglioso, di colori caldissimi sfumati che attirano l’attenzione stupendoci.

Notevole la cura che gli ho dedicato per combattere agenti a lui mortali e in particolare l’insetto importato dalla Cina: la vespa cinese del castagno.

Fino a pochi anni fa non si sapeva cosa fosse, ma improvvisamente questo insetto importato dalla globalizzazione, ha preso immediatamente possesso delle nostre secolari piante portandone molte alla morte e in modo molto subdolo: vivendo all’interno delle gemme e alimentandosi di linfa vitale.

Da verme infido e invisibile, si trasforma in insetto verso giugno quando esce per riprodursi. Sono riuscito a salvarli casualmente.

Stavano per morire e quest’anno invece sono risorti e mi stanno ringraziando con chiome verdi, foglie lucide e una cascata di splendidi ricci pieni di marroni. Per me una grande soddisfazione in quanto sono riuscito a salvare una varietà arborea che ha contraddistinto la storia delle nostre comunità per millenni. Voglio loro molto bene.

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